“Cosa fai nella vita? Getto sassi nello stagno. 

Insomma fai buchi nell’acqua? Certo, ma anche tante piccole onde.”

Friedrich Nietzsche.

Il successo è un oggetto d’interesse acuto e molto ambito per Homo Sapiens Sapiens. Il successo lo troviamo alla base sia della sua competizione sia della sua ambizione: vuole in ogni caso vincere, ottenere non solo la sopravvivenza, ma risultati concreti e tangibili, quelli che sono in grado di trasformare lo stile e la qualità della vita. 

Il successo, qualunque cosa sia per una persona, cattura molta, se non tutta l’attenzione e di conseguenza la sua energia. Il successo viene ricercato per il suo aspetto benefico e vantaggioso; è fondamentale nelle relazioni umane, ma anche e soprattutto per gli effetti immediati che produce nella vita personale e sociale. 

Il successo porta alla crescita del proprio valore (autostima) e di riflesso alla crescita della stima degli altri nei nostri confronti; alimenta la reputazione che è il modo in cui gli altri “pensano” la nostra persona. 

Il successo aumenta le opportunità, e come una calamita attira e s’incolla al ferro, così il successo attira altro successo; non a caso l’esperienza umana ha saputo coniare il pensiero “Piove sul bagnato”.  

Tuttavia per quanto noto e perseguito sia il successo, non è pensato o usato come strumento per emergere. Si, ovviamente con il successo l’emergere accade come un riflesso automatico, ma si ignora o si trascura l’uso intenzionale e consapevole del successo per emergere come persona. 

Il successo ha una buona nomea per i vantaggi immediati che arreca alle persona, ma purtroppo ai risultati non sempre segue l’emergere della persona. I risultati rendono possibile e relativamente facile l’emergere, ma non automaticamente. 

Non sono rari i casi in cui la prima classificata di Miss Italia scompaia subito dopo e la seconda o la terza classificata diventino famose. 

La persona dovrebbe prima usare le proprie abilità per ottenere il risultato, e poi per scoprire come usare il successo per emergere. 

Facendo un’analisi approssimativa possiamo rappresentare così la dinamica dell’emergere: 

1 Il successo-risultati.

2 Relazioni di alta qualità

3 Strumenti e strategie per emergere 

 

 

Si pensa che il successo sia la corona d’alloro o la medaglia per aver vinto una competizione; oppure la torta, il risultato dopo il lungo processo d’impastarla e cucinarla, ma il successo non è solo un risultato. 

In verità può essere considerato, trasformato e usato come strumento capace per emergere. Il successo è il rubinetto che può essere chiuso, variabilmente aperto o al massimo della potenza. Il rubinetto non è mai fisso, tuttalpiù arrugginito, ma sempre sensibile e pronto ad aprirsi ulteriormente: se la mia percezione del mio successo è appagante e questo viene riconosciuto anche dagli altri, ecco che il rubinetto dell’emergere si apre sulla modalità infinito; se la percezione del successo personale è mediocre oppure sono gli altri a considerare il nostro successo incompleto, il rubinetto dell’emergere è aperto o chiuso per metà. Questa dinamica di solito rimane invisibile e sotterranea, per lo più inconscia per tutti gli attori coinvolti. Ma se la persona comprende come usare in modo intelligente il proprio successo personale per emergere e agisce per agevolare il riconoscimento dello stesso anche negli altri, ecco che sposta il suo metro di misura della sua crescita. 

Emergere dipende molto di più dall’uso che si fa dei propri risultati che dai risultati stessi.  

In questa unità di studio del corso “Emergere” il successo da effetto ridiventa causa cioè strumento per cambiare la portata del proprio emergere. 

L’emergere ha perciò un orizzonte degli eventi dove tutto viene percepito come probabile, meritevole, giusto. Dentro a tale sfera d’influenza, ovviamente soggettivamente percepita, la rete di relazioni rende possibile l’emergere nel modo in cui viene considerato e consapevolmente definito. 

La persona sente: io posso! Ciò che desidero e voglio può accadere! 

Oltre all’orizzonte degli eventi del proprio emergere tutto diventa confuso, vago, irreale, improbabile se non impossibile. Anche la rete di relazioni suggerisce di non procedere in quella direzione, dissuade e scoraggia una simile impresa. La persona sente: Io non posso! Ciò che desidero e voglio è una fantasia di grandiosità infantile!  

Nel corso “EMERGERE” usiamo i risultati che definiscono il nostro successo per inflazionare l’orizzonte del possibile e sentire “io posso”, ricevendo dagli altri il feedback: “Si tu puoi e noi ti aiuteremo” piuttosto che puntare ad un risultato per essere una persona di successo.

Il successo dopo i “fuochi di artificio” dei guadagni immediati, appare come una responsabilità che coinvolge la nostra persona e molte altre persone. Ciò che lo zio di Peter Parker dice a Peter dopo aver scoperto i poteri del nipote è: “Grandi poteri richiedono grandi responsabilità”. Un frase che diventerà il codice etico del super eroe noto come l’uomo ragno. 

Ebbene il successo è come il potere, richiede un codice etico che garantisca l’aspetto etico nelle relazioni. 

La ricerca effettuata nei nostri laboratori ha prodotto questa comprensione: il risultato che si ottiene senza la consapevolezza della responsabilità che accompagna il proprio emergere, è alquanto vano perché non accresce il proprio emergere. 

Esiste anche la situazione paradossale che tanto successo non porti necessariamente ad emergere come persona né a livello personale, non portando a maturare la propria completezza e realizzazione esistenziale, e né a livello sociale che considera il successo della persona fine a se stesso e inutile alla crescita della comunità di appartenenza. 

Un successo che calpesta gli altri, non porterà nessuna vera crescita. Noteremo che non sono rare le persone che oggi ottengono un successo personale violando questa fondamentale responsabilità, agendo spinti da una visione meschina della vita. La meschinità è una qualità che denota una desolante o avvilente povertà sul piano morale o materiale. Un principio noto la riassume e la descrive in modo eccezionale: “Il fine giustifica i mezzi”. Questa teoria della vita può trarre in inganno e indurre a credere che sia una via possibile per emergere, non è così. La ferita non passa inosservata: gli altri possono essere usati e ingannati per un po’, ma mai tutto il tempo. Ci sarà allora un successo personale che non verrà riconosciuto dagli altri. In questo caso il rubinetto si blocca. 

E’ possibile, insistendo con questa strategia che usa e depreda gli altri, aumentare il successo personale, ma rimarrà privo della possibilità di emergere e di realizzare la propria persona. 

Il successo privo di completezza esistenziale è uno degli strani effetti collaterali dello stile di vita ambiguo e incompleto della nostra epoca.

L’emergere non avviene casualmente, richiede un successo intenzionale e consapevole, una disciplina, un merito, un codice etico, una maturità e una visione della vita che non abusi degli altri e dell’ambiente. L’emergere chiede, quasi sempre, la collaborazione e l’aiuto di molte persone e quindi un’appartenenza che concepisce e attua il bene collettivo senza sfruttarlo egoisticamente a proprio vantaggio. 

Le persone di successo dovrebbero essere queste e concepite dalla comunità come campioni da seguire, portatori di valori, di abilità e di eccellenze da emulare. L’emergere di nuova generazione punta inizialmente ai risultati, come è stato perseguito in tutti i tempi, ma poi supera il suo egoismo intrinseco. Emergere è uno spazio che va al di là del risultato o vittoria personale. Riguarda la reputazione, riguarda l’amore, il rispetto e la stima che si ottengono con il proprio successo. 

Per emergere abbiamo perciò bisogno, non solo di avere successo, ma di abilità per avere un successo corretto rispetto agli altri. Solo allora la persona è in grado di aprire il famoso rubinetto evolutivo. Emergere allora dona la visione di un nuovo orizzonte evolutivo, arricchito di un’inedita percezione intuitiva delle sfide da affrontare, di idee creative, di passione e di forza, con il coraggio di emergere ancora.

La conoscenza dell’emergere genera competenza, autorevolezza e di conseguenza valore. Se questo valore è egoisticamente unidirezionale, allora il successo rimane privo della possibilità di portare la persona ad emergere: se questo valore non è orientato egoisticamente, allora il successo porta la persona ad emergere e a far vincere la sua comunità di appartenenza.

Esistono tanti tipi di successo e solo alcuni sono adatti o strutturalmente predisposti a farci emergere per ottenere la completezza esistenziale. Scoprirli è fondamentale. 

Ecco un’altra verità degna di nota senza la quale si può mancare clamorosamente allo scopo della vita: che tragedia e spreco di tempo e di risorse umane sarebbe la vita nell’impegnarsi per ottenere risultati senza la possibilità di emergere e poi divenire persone infelici. 

Il corso “Emergere” ci introduce in un percorso di autoanalisi e ricerca profonda, capace di rivelarci con in suoi processi in diade, quali sono i successi che ognuno di noi dovrebbe realizzare nella propria vita relazionale e professionale. 

Di tutti gli ingredienti per emergere, il successo è quello più difficile da usare in modo utile e completo. Il successo indica che una persona si è espressa molto bene, con maturità e completezza. Essere espressi con abilità e successo è un requisito sine qua non per emergere. La maturità dell’espressione di sé viene sempre accompagnata dalle abilità di relazione. Quando questo accade possiamo osservare l’apparire sulla scena di una grande persona: un leader nel suo ruolo da cui imparare perché diviene un esempio per gli altri a tutti gli effetti. 

Se la persona arriva al successo per vie traverse, mancherà alla sua soggettiva completezza e non lascerà nessuna eredità (essere un esempio) per la comunità di appartenenza che lo circonda: egli si ergerà come uno scoglio arido in mezzo ad un mare ostile. 

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