LA MOTIVAZIONE E I RISULTATI DELL’INTENSIVO LUNGO 

La motivazione e i risultati, dopo un’attenta analisi, appaiono in antitesi tra di loro, come lo sono le due estremità di un bastone. Sono una coppia di elementi che si sposano bene, ma dalle origini molto diverse.

Sono generati da due dimensioni differenti, ma sono destinati ad una relazione speciale: la motivazione e i risultati, nell’incontrarsi, generano e definiscono la crescita personale; uno in funzione dell’altro, solo insieme producono qualcosa di evolutivamente utile.

Se avessimo molta motivazione senza risultati, o tanti risultati senza un’autentica motivazione, ciò che si realizzerebbe non sarebbe evolutivamente utile alla persona, che avrebbe certamente qualcosa in più, ma non crescerebbe e non migliorerebbe.

La motivazione è generata dalla dimensione emotiva: vicinissima alla dimensione dell’essere, è un sentire, una forza priva di significati.

I risultati invece vengono generati dalla visione soggettiva della vita e dall’interpretazione  che diamo ad essa; dallo stile e dalla qualità di vita che vogliamo realizzare nascono i fini e da essi i risultati che vogliamo ottenere.

La ragione o il motivo per cui facciamo qualcosa, nasce dalla brama, dall’attrazione, dal desiderio e dal bisogno che possiedono un grado notevole di irrazionalità; essi sono autonomi e non necessitano di essere supportati o giustificati da un ragionamento.

La motivazione è fondamentalmente auto evidente e auto referente. Solo dopo, in una seconda fase, questa forza diventa interpretata e la ragione definisce e giustifica la nostra azione.

L’individuo nella sua auto consapevolezza trascende ogni qualità, ogni forma e ogni definizione. Appare come un mono polo apparentemente statico, e soggettivamente infinito o assoluto.

La brama che scaturisce dall’essere rompe questa staticità, rivelando come l’individualità consapevole indefinita vuole manifestarsi e definirsi.

La forza della motivazione origina direttamente dall’individualità consapevole ed è per questo motivo che questa carica esiste  prima di ogni ragionamento. Il suo scopo è di animare il perché agire di un valore e di una spinta vincenti, capaci di piegare il destino.

Il movimento della motivazione è verticale.

Studiando a fondo la natura essenziale dell’individualità consapevole, si scopre che esiste un “Perché essere”, da cui originano tutte le motivazioni e tutte le ragioni che muovono il nostro comportamento.

Nella maggior parte delle persone, il vero “perché essere” rimane celato e inconsapevole.

Senza la consapevolezza di questo prezioso fondamento strutturale, la persona riempie il suo fare con i motivi più disparati, privi di forza emotiva e pieni di ragionamenti.

I risultati dovrebbero precipitare nella vita traendo origine dai nostri fini. Se condensano per altre ragioni, significa che la forza della motivazione è debole o insufficiente per piegare il destino, e per esprimere e manifestare l’individualità consapevole.

I risultati accadono in ogni caso, sia che siano frutto dei nostri fini sia che siano frutto delle azioni degli altri: è nella natura della vita riempirsi di “risultati”, di chiunque essi siano; e saranno di chi ha una forza emotiva più forte, nel migliore dei casi; nel peggiore dei casi saranno invece di chi usa l’inganno, il tradimento o il rubare come mezzi per ottenere i propri guadagni.

Da dove traggono origine i fini della vita?

I fini sono un effetto della nostra interpretazione soggettiva della vita, che ci orienta verso lo stile e la qualità che pensiamo ci donerà completezza e auto realizzazione.

Il movimento dei fini e dei risultati è orizzontale e si espande ad infinitum. 

La forza della motivazione verticale, intrinseca alla nostra individualità consapevole, e l’edificio esistenziale che si costruisce in orizzontale con i nostri risultati, definiscono le coordinate principali del piano cartesiano, l’ascisse e l’ordinata della nostra esistenza.

L’asse cartesiano, in matematica, è un sistema di riferimento formato da rette ortogonali intersecantesi tutte in un punto chiamato origine; su ciascuna di esse si fissa un orientamento, sono quindi rette orientate,  e si fissa una unità di misura, si definisce cioè una metrica che consente di identificare qualsiasi punto dello spazio mediante numeri reali.

Sono questi due fattori che definiscono il punto evolutivo in cui ci troviamo e sono gli stessi elementi che possono spingerci in avanti nell’esplorazione dello spazio esistenziale in un percorso di miglioramento.

Perché scegliere qualcosa?

Perché agire in una determinata direzione?

È questo il punto d partenza. Il percorso è soggettivo e altamente personale e se originato in modo vero, è molto potente.

Colui che sa perché agisce, è in contatto con la propria energia emotiva, con i propri valori e con la propria determinazione, e per questo piegherà il proprio destino.

Il problema è che abbiamo dimenticato di chiederci il perché delle cose, accettando risposte più o meno preconfezionate.

Vi ricordate la fase dei perché dei bambini e come, per quanto simpatica, prima o poi diventa molesta per l’educatore che cerca di risolverla con un processo di socializzazione, suggerendo  risposte preconfezionate o standardizzate?

Il danno di questa perdita è più grande di quanto si possa immaginare. Smettendo di seguire la curiosità dei perché, che indagano se stessi e la vita, si perde progressivamente il contatto o l’unione con se stessi e gli atri, e soprattutto si perde il contatto con l’energia, l’entusiasmo, l’esuberanza, la spontaneità, l’intuizione, l’empatia e il coraggio di muoversi verso le sfide della vita.

Oggi, tutti noi, siamo con più risposte e con meno perché, ma siamo anche più spenti, opachi e ottusi, dentro ad un’entropia dalla quale diventa sempre più difficile sfuggire.

L’intensivo è una delle poche cose al mondo capace di attivare un processo inverso, cioè di antropia, (da antropos: uomo).

Questo processo antropico diviene uno strumento evolutivo capace di immettere nuova energia nel sistema umano: grazie alle straordinarie Esperienze Dirette, sa riaccendere la spinta al miglioramento e sa risvegliare la brama di essere, deputata all’emergere dell’individualità consapevole.

Tutto l’intensivo lungo sull’essere consapevole si fonda sul ripristinare il “perché essere”,  profondo e irrazionale dal quale trarre tutti i perché della propria vita.

L’intensivo lungo usa la tecnica dell’intenzione: una curiosità potente, sempre più intensa e acuta per penetrare il separato e lo sconosciuto, rendendolo noto e in unione.

L’intensivo sull’essere consapevole rivela gradualmente il fondamento del perché essere e da questa sorgente possiamo declinare tutti i perché della nostra vita.

Quali sono i risultati principali di un Intensivo lungo?

Con la maggior parte delle tecniche e dell’intensivo stesso di tre giorni, per quanto l’escursione sia importante, si ritorna sempre alla base: la vita e le relazioni creano una sfera di determinazione alla quale sembra impossibile sfuggire. Per quanti miglioramenti possiamo fare, lo stile e la qualità della vita sembrano cementati.

Ecco, l’intensivo lungo è tra le poche cose al mondo che rompe questa sfera di influenza della realtà, dando il potere all’individuo di cambiare la sua storia riuscendo a trasformare lo stile e la qualità della propria vita.

Una persona dovrebbe avvicinarsi all’Intensivo lungo con una vera motivazione, un’attrazione irrazionale, le farfalle in pancia e un po’ di paura, e con il fine di elevare lo stile e la qualità della propria vita.

L’intensivo è una tecnica di volontà, si viaggia e si esplorano sette oggetti fondamentali del nostro interesse: Chi sono io, La Vita, L’Altro, Che Cosa sono, Il Falso Nucleo della mente reattiva, I Fini della vita e Perché Essere con lo strumento potente dell’intenzione. L’intenzione è come una lente che focalizza l’attenzione sugli oggetti d’indagine fino a penetrarli ed esperirli direttamente senza processi. Ovviamente, come per ogni cosa importante nella vita, è più complesso di così, perché non è solo questione di concentrazione, ma di una doppia relazione: la relazione con l’oggetto che viene indagato e la relazione con colui che esplora lo stesso oggetto.  Tutto il processo avviene all’interno di una relazione di alta qualità che rende l’intenzione concentrata ed amplificata per indagare i punti d’interesse.

Per esplorare la motivazione a partecipare all’intensivo lungo e chiarire i risultati che vorremmo raggiungere, vi suggerisco un processo semplice ma molto efficace.

Scrivi su un foglio una lista di almeno 10 motivazioni del perché vuoi fare l’Intensivo lungo. Per almeno dieci volte al giorno, meglio se di più, scegli e fai l’intenzione di parteciparvi.

Sul retro del foglio scrivi una lista sempre di almeno 10 cose del perché non vuoi fare l’Intensivo lungo. Per almeno dieci volte al giorno scegli di non farlo con intenzione consapevole.

Continua molto convinto e intenzionato ad assumere e a vivere entrambe le posizioni. Ad un certo punto apparirà alla tua coscienza una posizione originata da una dimensione più profonda, che determinerà la tua posizione sulla verticale del tuo spazio esistenziale.

Su un altro foglio fai la lista di 10 cose che vuoi  ottenere dall’intensivo lungo di agosto nelle tue relazioni, nello stile e nella qualità della tua vita.

Sul retro del foglio ricopia la lista e cerca per ognuna di esse quando, come, dove e con chi puoi ottenere lo stesso risultato ma in un altro modo. Ad un certo punto apparirà alla tua coscienza una maggiore chiarezza sulla tua posizione orizzontale e della via più breve per realizzare i tuoi scopi.

Leggi più volte al giorno  il fronte e retro dei due fogli e maturerai il punto sull’asse cartesiano in cui l’ascissa e l’ordinata, la verticale della dimensione motivazionale e l’orizzontale dello stile e della qualità della vita, si intersecano.

Se si accende l’energia e la visione per delle relazioni migliori, per una vita più in armonia, allora in quel punto ci sei tu e nello stesso punto c’è il tuo intensivo lungo di agosto 2023

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