Discorso di chiusura del campus estivo della Scuola delle Abilità 2023 del direttore della ricerca Silvano Brunelli agli studenti del Podresca College. 

Emergere è un mio bisogno?
Posso fare a meno di emergere? Io voglio emergere? Che cosa faccio per emergere?
Io so emergere? Chi e cosa mi aiuta ad emergere? Chi e cosa non mi aiuta ad emergere?
Cosa mi impedisce di emergere?
Che cosa significa veramente emergere?
Che cosa significa emergere completamente?
Qual è il mio modo, unico e irripetibile, di emergere? Che cosa significa, in essenza, emergere? 

L’etimologia della parola è latina: emergĕre, deriva da mergĕre “tuffare” che si combina con ex- “fuori”. Curioso come il significato complessivo sia apparentemente contraddittorio: un ossimoro. Tuffarsi richiama l’andare dentro a qualcosa: chi si tuffa si immerge. Per emergere invece bisogna tuffarsi fuori da sé. 

In essenza la parola dice tuffarsi dentro – fuori.
La stessa azione o forza che porta il tuffatore a immergersi dentro le cose lo porta a tuffarsi fuori, nella vita. Emergere dunque non può solo avere lo scopo di produrre l’effetto di apparire ad altri o essere semplicemente visibili ma, per realizzarsi, è necessario che la persona sia o diventi (si identifichi con) ciò che esprime e manifesta.
Emergere perciò assume il significato di venire a galla da qualcosa di

Emergere significa apparire chiaramente e risultare nella vita e nella coscienza di sé esattamente come si è e contemporaneamente esistere e appartenere alla realtà degli altri.
Emergere ha il duplice scopo di manifestare ciò che si è e di venire percepiti e riconosciuti dagli altri allo stesso modo. 

Una parte della difficoltà di emergere come persona è riconducibile a insufficienti abilità di esprimersi e farsi comprendere: la persona si mostra, ma non completamente. Si conoscono i suoi pensieri, ad esempio ma non i suoi sentimenti. La persona agisce ma non è corroborata e sostenuta dalla sua scelta e dalla sua volontà. L’ostacolo più grande all’emergere tuttavia  consiste nell’incapacità di far coincidere ciò che la persona manifesta con quello che gli altri recepiscono della stessa. 

L’emergere incompleto perciò non rivela l’individuo nella sua interezza op- pure non lo rivela esattamente. Esso appare ma non coincide né con se stesso né con ciò che intendono gli altri. Esso è visto e riconosciuto dalle altre persone, ma è falsato rispetto alla verità che porta dentro di sé. In suo emergere è vano. 

Per emergere abbiamo bisogno prima di immergerci.
Immergerci: dove? Dentro se stessi.
Conoscere in modo inedito, vero e completo se stessi.
Conquistare la piena consapevolezza di essere.
Quando ci siamo immersi pienamente in noi stessi, solo allora abbiamo bi- sogno di uscire e di mostrarci. 

Mostrarci: a chi? Ad altri individui consapevoli.
Abbiamo bisogno dell’altro che voglia e sappia accoglierci, vederci, riconoscerci. 

Qualunque cosa sia e in qualunque modo venga fatto, per emergere, abbi- amo bisogno innanzitutto di una persona che abbia scelto di farlo e che sia in possesso delle abilità deputate allo scopo. Il dato, per molti forse inedito, è che non si emerge da soli. Chi vuole emergere deve trovare, oltre al modo in cui intende farlo e le abilità per farlo, anche le persone che desiderano e sappiano accogliere, sostenere e riconoscere la sua emersione. 

Come si auto-percepiscono le persone che sono emerse?
Esse si sentono espresse, comunicate, viste per quello che sono. Essendo vere, essendo rivelate, non hanno bisogno di nascondere o di fingere. Non alimentano un’immagine idealizzata di sé per promuovere la storia della propria vita, ma mostrano semplicemente se stessa e i loro risultati.

Se sono emerse significa che la loro manifestazione è stata approvata da altri e di conseguenza sperimentano una condizione straordinaria: l’essere affermate e stimate. Non è necessario ricevere l’approvazione di tutti, ma non è possibile affermarsi con la disapprovazione di tutti. Esprimersi-comunicarsi completamente, con tutta la profondità, l’ampiezza e l’altezza a disposizione, con tutta la forza, il pathos e il coinvolgimento possibile, porta ad essere molto, molto soddisfatti di se stessi. Essere visti, riconosciuti e considerati dagli altri per chi siamo e cosa facciamo por- ta ad essere molto appagati. Affermarsi con i risultati porta all’esperienza di essere vittoriosi nella vita. Se tali successi infine vengono arricchiti dall’approvazione degli altri, si emerge. Emergere dunque è un prodotto finale di un processo articolato e complesso che gioca un ruolo fondamentale nel realizzare la completezza esistenziale, ovvero nel dare il senso e il pieno valore alla propria vita. 

Il rapporto tra la vita e l’emergere è ben definito. Più la persona emerge e più la vita viene interpretata come meritevole di essere vissuta. Meno la persona riesce a emergere e minore è il grado percepito sia del proprio successo che del senso e del valore da attribuire alla vita stessa. 

Rispetto all’esperienza dell’emergere ci sono dei preconcetti culturali e sociali che è necessario riconoscere ed esaminare per poter abbandonare i fattori limitanti.
Un preconcetto è che solo alcune persone emergono, mentre ad altre questo rimane precluso. È un dato errato: ogni individuo può emergere. Di più: dovrebbe emergere, come sfida e compito esistenziale. In base a questo preconcetto molte persone rinunciano all’emergere e si sentono esonerate da questo compito, si giustificano e trovano delle spiegazioni per convincersi che è meglio evitare eventuali problemi. 

Un secondo preconcetto è legato alla forma: come, quanto e quando emergere. Si crede che si possa emergere solo in certi modi e tempi, senza con- templare l’intero panorama della vita. Non ci sono limiti. Ogni individuo può emergere nei tempi e nei modi a lui consoni, mantenendo il rispetto degli altri e del proprio contesto. 

Un terzo preconcetto è considerare l’emergere solo nella sua forma esteriore, nel riconoscimento esterno, nel successo visibile. Di conseguenza, le persone cercano il riconoscimento degli altri ma non si occupano di chiarire bene di quale successo hanno bisogno. Sembra che un qualsiasi tipo di risultato vada bene, pur che sia un successo. Non è così. Ogni individuo ha bisogno del suo peculiare tipo di successo: ha bisogno della sua espressione autentica e completa. 

Un quarto preconcetto è concepire l’emergere come un evento: un grande applauso che poi finisce e si conclude. L’ebrezza evapora, svanisce e tutto ritorna come prima. Non è così. Emergere è un evento, è una sequenza di eventi ed è anche, contemporaneamente, uno stato, una condizione. 

Una nuova visione dell’emergere inizia dalla prima, imprescindibile, azione: immergersi in se stessi.
Conquistare pienamente se stessi.
Conoscersi, aversi, possedersi, prendersi completamente e scoprire quale forma di espressione ci esprime veramente. Scoprire la nostra natura, la nostra misura nella vita, il nostro modo, il nostro stile: come siamo a nostro agio nell’esistenza. 

Assumerci la nostra libertà di essere. Riconoscere di non dover essere in un certo modo (come essere, fare, avere) ma di poter essere noi stessi, nel nostro modo. Riconoscere di non dover assumere delle misure (quanto essere, fare, avere), ma di poter esprimere la nostra personalissima misura. Riconoscere di non essere limitati dal tempo (quando essere, sentirsi in ritardo o in anticipo), ma di poter essere esattamente adesso nel nostro giusto tempo. Riconoscere e abbandonare i preconcetti che alterano la percezione di noi stessi e del nostro emergere, ci permette di liberare lo spazio, le abilità e le energie per la nostra espressione. 

Liberare se stessi dai preconcetti è un’atto decisivo per conquistare il punto di partenza: voler emergere.
Voler conquistare pienamente se stessi e la propria espressione, voler uscire, essere visti e apprezzati. 

Se un individuo non vuole emergere, non è obbligato a farlo, nessuno può costringerlo, può trascorrere la sua vita nascosto, non visto ma si sentirà sempre incompleto, insoddisfatto e tenterà di darsi sollievo colpevolizzando gli altri per la sua sofferenza. 

Emergere è un atto originato da una scelta libera, consapevole e responsabile. Non esiste una garanzia che possa dare la certezza che ogni cosa sarà perfetta e bellissima. La persona che decide di mostrarsi accetta le conseguenze della sua espressione, ne è responsabile. 

Questa è una delle ragioni principali per cui molti rinunciano a emergere: temono eventuali conseguenze negative (non essere apprezzati, ricevere un feedback negativo). Nella loro mente domina il dubbio: “E se fallisco?” Esiste, però, anche una seconda domanda: “E se riesco?” 

Che cosa significa riuscire veramente?
Quanto è importante per noi?
Quanto riuscire ci trasforma e quanto eleva la nostra vita? 

L’individuo che non emerge nella vita è come un seme che non si insedia nel terreno, non mette radici, non avvia una nuova vita.
Il suo potenziale rimane allora inespresso, vano, inutile.
Tutte le informazioni racchiuse nel seme non si sviluppano, non portano a nulla. La migliore azione di crescita è sentire in sé il naturale bisogno di emergere. Questo bisogno fa già parte di voi, come la nuova pianta fa già parte del seme. Crescere, germogliare, fiorire, maturare frutti… tutto questo è scritto nel seme. Così dentro di voi, è scritta la vostra mappa per emergere nella vita. Cercate questa mappa, con desiderio, con amore, studiala con fiducia in voi stessi. Forse questa mappa è stata trascurata, forse abbandonata, forse è ammuffita e le scritte sono sbiadite… ma voi potete in ogni momento della vostra vita sempre riprenderla in mano e ravvivarla sino a leggere ogni sua indicazione. 

Emergere fa parte di voi, fa parte di chi siete.
Emergere è un vostro bisogno come respirare, pensare, camminare…
Oggi potete riappropriarvi del vostro bisogno di emergere e iniziare a dargli vita renderlo concreto e reale in uno stile e una qualità della vostra vita.
Iniziate  a sentire che emergere è naturale, che è un vostro bisogno, è un vostro diritto, che è giusto farlo, che gli altri hanno bisogno del vostro emergere così come voi avete bisogno che loro emergano. Scoprite che il vostro emergere vi rende migliori e rende migliori gli altri e  la vita di cui siamo parte. Prendete a piene mani la bellezza e la responsabilità del vostro emergere e rendete migliore la vostra vita.

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