ALLA RICERCA DI UNA NUOVA TEORIA DELL’ESSERE

Oggi ho avuto un colloquio con una mente ricca di talenti. Le questioni dibattute: tradurre la natura dell’essere, un infinito inqualificabile, non fisico, in una teoria matematica. Tempo fa C. Berner fece il tentativo di definire lo stato dell’essere con una teoria, formulò il Lila Paradigma. Sulle orme del mio Mentore scrissi due libri nella scia di cinque Intensivi di 21 giorni, fatti con un gruppo di ricercatori straordinari. Nacque Teoria dell’essere Vol 1 e Teoria dell’essere Vol 2.  Podresca Edizioni.

 

Potrebbe essere il momento di prendere in mano i due saggi e di penetrarne i segreti. In azione ci sono ricercatori originali, che indagano questa realtà così mistificata. Voglio fare loro l’augurio di descrivere l’indescrivibile con conoscenza e con metodo scientifico. Questa dimensione dell’essere si presta a essere mistificata. L’ignoranza è multiforme. I sistemi di credenze e le superstizioni sono l’apice del tentativo di spiegare ciò, che non si è esperito e compreso in prima persona. Il cervello completa ciò che l’occhio non vede, la fantasia completa ciò che la mente non comprende. Siamo riusciti a descrivere e a esprimere la natura dell’essere tramite la musica. Anche la poesia ci è riuscita, anche la scultura nella sua forma classica. Siamo in difficoltà a spiegarla scientificamente. Il genio scientifico fa la differenza nella ricerca. Un augurio per i ricercatori della teoria del Tutto con il racconto di Eratostene. 

 

Eratostene fece ciò che sembra impossibile. Più di 2000 anni fa il matematico aveva saputo, che a Syene, una città a sud di Alessandria d’Egitto, nel solstizio d’estate le strutture verticali non proiettavano ombra. Si domandò se questo succedeva anche ad Alessandria.

Il 21 giugno piantò un bastone nel terreno e verificò se a mezzogiorno il bastone proiettava un’ombra. Si accorse che l’ombra c’era. Se i raggi del sole arrivano con la stessa angolazione alla stessa ora, se il bastone ad Alessandria proietta l’ombra, mentre il bastone a Syene no, significa che la superficie terrestre è curva. 

 

A Eratostene non restava che fare qualche calcolo per scoprire la circonferenza della Terra. La riflessione implicava la sfericità del pianeta, anche se non confermata dai sensi. L’ombra è data dall’angolazione di 7 gradi. Le due città sono collocate a 7 gradi di differenza sulla sfera della Terra, sempre che la terra sia una sfera. 

Una leggenda vuole che Eratostene assunse un uomo per percorrere la distanza tra le due città e scoprì che erano separate da 5000 stadi (800 km). Ma è probabile che conoscesse la distanza grazie ai viaggi delle carovane. Poi usò semplici proporzioni per trovare la circonferenza della Terra. 7,2 gradi è 1\50 di 360, 800 per 50 fa 40.000 km. E così un uomo di 2.000 anni fa ha trovato che la Terra è rotonda, usando un bastone, il cervello e la matematica.

Dopo 2000 anni gran parte degli abitanti del pianeta è ancora molto distante da conoscere alcune verità fondamentali della realtà e di se stessa, è molto distante da vivere in armonia con come le cose sono. Non si tratta solo di ignoranza o di conoscenza insufficiente.  Non è questione di mancanza d’intelligenza. 

Un altro esempio per definire di che cosa si tratta.

 

La pendenza della Torre di Pisa non dipende dalla pietra, con cui è stata costruita, non dipende dal progetto, da errori di statica, ma dalle fondamenta. Quando ci si basa su credenze e su superstizioni, non basta la solidità della scienza, della conoscenza e della consapevolezza. A poco serve la matematica, la logica, a poco serve il buon senso. Le fondamenta delle convinzioni irrazionali e delle superstizioni non sostengono l’edificio esistenziale. La mente polarizzata è refrattaria alla conoscenza, che potrebbe cambiare l’interpretazione consolidata della realtà. Dimostrare non serve a niente, la scienza cede di fronte all’ignoranza. La scienza non spiega tutto, l’ignoranza sì. 

Sta a noi scoprire la grandezza della scienza e la forma ingannevole dell’ignoranza. Datemi un bastone non per scoprire la circonferenza della terra, ma per toccare con una nuova teoria l’ignoranza dei pregiudizi, delle superstizioni e delle mistificazioni. Con l’ignoranza non c’è la capacità di vedere la natura essenziale dell’individualità consapevole, di creare uno stile di vita in armonia con come le cose sono. 

 

Mi auguro che le teorie scientifiche sulla natura essenziale dell’essere siano capaci di spiegare lo stato di unione nella coscienza indifferenziata, di fugare i dubbi sulla verità fondamentale di chi e di che cosa siamo. 

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