Siamo nell’antica India. La valle dell’Indo è costellata da piccoli regni ricchi e con una cultura fiorente. Regna il Dharma (vivere in armonia con come le cose sono). I regni piccoli e grandi, che formavano la “Maha Baratha” la Grande India, erano guidati da regnanti che spesso erano grandi Yogi o grandi guerrieri (ksatriya), individui saggi molto evoluti, attenti al bene della comunità. La spiritualità era matura nella loro persona. Conoscevano la dimensione non fisica dell’essere. La loro consapevolezza era accesa ed erano capaci di irradiare una personalità in grado di vedere e di vivere in armonia con come le cose sono. 

 

In uno di questi piccoli regni il re con la famiglia e con i ministri esercitava la sua funzione con grande successo. Era molto amato dal popolo, che lo seguiva con fiducia e con devozione. Egli proteggeva la comunità, ne aveva cura, metteva la sua abilità di relazione, il suo potere di azione, la sua intelligenza, l’autorevolezza e la sua visione per un futuro migliore.

 

Durante la processione per una festa tradizionale, percorso che il re ripeteva regolarmente dall’infanzia quando accompagnava suo padre nei doveri verso la tradizione, guardava le case che attorniavano la piazza centrale della capitale e a un certo punto avvertì un profondo disagio. Nel cercare la ragione della sua inquietudine lo sguardo si posò su una casa, che gli sembrava estremamente sgraziata e fuori posto per essere nella piazza della capitale. La casa gli parve talmente brutta che chiamò il primo ministro e ordinò che venisse abbattuta. Il ministro prese in consegna il volere del re, ma, essendo una persona evoluta, sentì il bisogno di indagare le ragioni per cui il re voleva abbattere la casa di un suddito. 

 

Prese tempo per approfondire. Conosceva il re e la sua dedizione al popolo, sapeva che il re non avrebbe agito senza una ragione. Era una situazione singolare e doveva essere indagata. Perché il re voleva abbattere la casa di un suddito? L’incognita aveva un’informazione nascosta, che egli voleva mettere in chiaro per amministrare il regno correttamente. Scoprì che la casa apparteneva da molte generazioni a una famiglia di mercanti e il giorno seguente non esitò a fare visita. Il mercante, dopo lo stupore di trovarsi il primo ministro sulla porta di casa, lo invitò a entrare e cercò di metterlo a suo agio, offrì come da tradizione dolci e bevande. 

 

Il ministro indagò con tatto la vita del mercante. Il mercante viaggiava per terra e per mare per fare affari e per procurare benessere alla famiglia e al regno, di cui era suddito leale. Apparentemente tutto era lineare e normale, ma il ministro sapeva, che l’universo è più complesso di quanto si possa immaginare. Cercò di andare a fondo sui viaggi e sugli affari del mercante. Trovò un indizio significativo che poteva spiegare l’arcano. Gli affari dell’uomo non andavano molto bene e nel suo ultimo viaggio aveva avuto un’occasione, che avrebbe arricchito enormemente la sua famiglia. Era una partita considerevole di legno di sandalo. Il legno di sandalo è raro e prezioso. Per la proprietà di rilasciare un’essenza profumata è il legno destinato alle pire dei reali. Il ministro scopri in che guaio si era cacciato il mercante. Per comprare la partita di sandalo il mercante aveva ipotecato la casa, per riscattare l’ipoteca doveva vendere il legno di sandalo e per venderlo doveva morire il re o qualcuno della famiglia reale.

 

Ecco la ragione per cui il re senza saperlo voleva abbattere la casa. Con un sorriso il ministro si offrì di comprare la partita di sandalo, liberando il mercante dal karma negativo sulla vita, sulla casa, sulla famiglia. Ne fece dono al re.

Molti mesi dopo in occasione di un matrimonio celebrato sulla piazza il re notò, che la casa era ancora in piedi. Chiamò il primo ministro, ma, invece di redarguirlo per l’inadempienza, si congratulò per la sua cautela. Guardando la casa incastonata tra le altre, sembrava bellissima, un gioiello in armonia con le altre case, che incorniciavano la piazza della capitale. Il ministro senza proferire parola, si inchinò al suo re con un sorriso fiero, compiaciuto di aver amministrato il regno con saggezza e lungimiranza.

 

P.S.

La prima volta, che il mio Mentore raccontò questa storia, non la compresi. Con ingenuità infantile relegai l’insegnamento e i principi tra le raffinatezze intellettuali, lontane dalla concretezza e dalla durezza della vita.  Ho avuto modo di incarnare tutti i punti di vista di questa esperienza. Sono stato il “mercante”, sono stato il “ministro”, sono stato il “re” e ho avuto modo di accertare quanto questa strategia sia sottovalutata, quanto incida sul destino delle persone. La “pira di sandalo” è molte cose diverse, come diverse sono “le case da abbattere”, ma la strategia è esatta, potente. Prima o poi siamo tentati di essere il mercante. È inevitabile attirare la reazione di un re, che vuole abbattere la nostra casa. I fortunati hanno l’intercessione di un ministro, che riporta gli equilibri e salva la casa. Il comportamento etico consapevole può evitare di cadere nella trappola. Nelle situazioni della vita una domanda utile che possiamo porci è: “Chi siamo? Che ruolo recitiamo nella Storia della Pira di Sandalo?” 

 

  

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