E LA FITNESS NECESSARIA PER TROVARLO

 

La vita può sembrare una caccia al tesoro. Indizi esterni e sintomi interni arrivano alla rinfusa, c’è un’attrazione indecifrabile, c’è una forma di repulsione. La risultante è la mappa, la direzione esistenziale. Siamo alla ricerca di qualcosa oltre la logica, di una meta esistenziale non deducibile, non prevedibile con i dati noti. Siamo alla ricerca del tesoro e non sappiamo dove si trova, non sappiamo che cos’è. Sappiamo solo che, se seguiremo gli indizi, se avremo tempo, energie, risorse, relazioni amiche e…un po’ di fortuna, lo troveremo.

 

Due fattori importanti sono la fitness personale e la fitness di gruppo.  Per la mappa del tesoro l’analisi della propria fitness e l’analisi della fitness di gruppo è fondamentale, è un ottimo punto di partenza. Per analizzare la fitness di una persona o di un gruppo è indispensabile conoscere la forza disponibile. È molto comune sottovalutare o sopravvalutare la forza e il potere di azione. C’è potenziale inespresso, c’è merito, c’è un sentimento/atteggiamento di fondo: “Sì, io posso”, “sì, noi possiamo”. Il potenziale è disponibile. Il merito concede di fluire, di tradurre il potenziale in azione e l’azione in risultato. 

 

L’atteggiamento di fondo è condizionato dal senso di colpa. Il senso di colpa determina “no, io non posso” e “no, noi non possiamo”. Il senso di colpa è: “Potrei, forse dovrei, ma non devo, non posso”. L’atteggiamento di fondo si proietta nel gruppo, che esprime il dubbio: “Forse non possiamo”. Il senso di colpa trattiene e riduce la portata della forza disponibile. Il senso di colpa riduce, smorza la potenza.

 

Se vogliono crescere, i componenti del gruppo devono prendere atto della fitness personale e di quella presente nel gruppo. È indispensabile identificare e riconoscere: “Io posso” e “Noi possiamo”.  C’è la tendenza a reprimere, a rendere inconsapevole il senso di colpa. Non c’è l’abilità di condividerlo, di assumere la responsabilità di rallentare il gruppo, la responsabilità di rimuovere il senso di colpa. Il gruppo è la risultante della forza dei componenti, il gruppo somma le capacità di tradurre la spinta in azione, somma anche il senso di colpa dei componenti (quanto ognuno sente, pensa e crede di non dovere, di non potere ottenere qualcosa). C’è anche il senso di colpa indotto o proiettato: “Io ho il senso di colpa, non ne sono consapevole, lo proietto su te, ti faccio sentire in colpa, ti induco a credere che non puoi, non devi ottenere la meta. 

 

Immaginiamo il gruppo in un mare di potenziale creativo e di abilità, di occasioni e di opportunità.  Il viaggio procede, richiede conoscenze inedite, sfide via via più ambiziose. L’Universo si espande, l’orizzonte si amplia e si arricchisce. Immaginiamo ora il senso di colpa come un vento polare, che trasforma l’acqua in ghiaccio, che imprigiona la nave. Bloccati nel pack, l’orizzonte degli eventi si contrae, è sempre più piccolo. Svaniscono le sfide e le opportunità, le conoscenze sono inutili, le abilità si arenano. Il progresso si ferma, il viaggio alla ricerca del tesoro personale/collettivo si ferma, ristagna, naufraga.  Il tesoro della vita, della collaborazione, della crescita condivisa, delle sfide che portano oltre misura, delle opportunità che danno senso e valore, opportunità capaci di rendere la vita degna di essere vissuta, non deve essere mancato.  

 

Il tesoro della vita è la consapevolezza di se stessi, la relazione, il fine condiviso con chi ha la stessa visione.

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