Nella vita non ci sono soluzioni. Ci sono solo forze in movimento:

 bisogna plasmarle e le soluzioni seguiranno. 

-Antoine de Saint Exupéry-

 

La forza di un gruppo è la finalità condivisa con lealtà:

La debolezza di un gruppo sono le intenzioni nascoste e il senso di colpa.  

 

Sia la forza che la debolezza di un gruppo possono essere molto difficili da riconoscere. La prima sfugge al processo di ottenerla e la seconda diviene impossibile da evitare. Le persone semplicemente non osano liberare tutta la loro energia  nella forza del loro entusiasmo, nella forma del loro coraggio e del loro carisma. Raramente e con grande riluttanza sono esuberanti e osano andare oltre misura.  Condizionati dal dubbio, dalla paura di sbagliare, dalla possibilità di fallire e dall’essere giudicati, sono inclini a limitarsi nella loro azione. Inoltre sotto la pressione delle intenzioni nascoste mentono con grande facilità e sono mutevoli, facili al cambiamento sotto la pressione degli stimoli, degli eventi, dei guadagni o dei sacrifici richiesti. 

 

È noto il processo di ricercare in un gruppo un fine condiviso. Lo strumento principale deputato allo scopo è di facile accesso: la comunicazione. Certo, che parlare non basta, come scavare non basta per trovare i diamanti. E come bisogna scavare in certi posti, a certe profondità e setacciare la terra in un modo speciale per trovare i diamanti, così è necessario comunicare per trovare i fini comuni. 

 

È meno noto o per niente considerato il processo di ricercare e definire il senso di colpa in un persona. Lo strumento deputato è di difficile accesso: il riconoscimento della verità della propria condizione interiore come conseguenza di una maggiore consapevolezza. Per definire il senso di colpa in un gruppo  l’azione diviene ancora più complessa perché viene richiesta l’abilità di comunicare la consapevolezza del proprio senso di colpa al gruppo di appartenenza. 

 

È utile poter definire il senso di colpa in modo da poter comprendere meglio il ruolo che gioca nella fitness della persona e del gruppo. Il senso di colpa fa parte della nostra struttura biologica che si è evoluta nella dimensione sociale. Anche i primati avvertono sia la propria azione lesiva che l’ingiustizia provocata nei loro confronti. L’evento sopraffacente viene avvertito e registrato in entrambi i versanti di una azione ingiusta. Non si tratta di moralità, frutto di una educazione che giudica un comportamento, ma di biologia. Possiamo vedere determinate aree del cervello accendersi quando violiamo l’integrità dell’altro o quando è l’altro a farlo. Dunque fare o subire un’azione lesiva di qualche ordine naturale non è privo di conseguenze.  Si scatena infatti una cascata in sequenza di eventi che, alterano, riducono la portata dell’energia vitale coinvolta, del piacere, della relazione e dell’espressione.  

 

L’esperienza sul campo indica che di norma un gruppo non è uniformemente consapevole ne del valore e della forza che possiede e tanto meno del senso di colpa che custodisce al suo interno celato in ogni persona. Inoltre è un dato di fato che le singole persone possiedono forze diverse e che non possono fare a meno di valutare automaticamente gli altri non solo dal loro punto di vista, ma con la loro misura. Si creano così aspettative che ovviamente non potranno essere esaudite. Anche l’altro da noi, crede che il suo punto di vista e la sua misura  siano quelle giuste. Le persone non possiedono la stessa forza e anche quando condividono il fine viaggiano nella loro interpretazione con misure diverse. La fitness può essere grande, media o piccola e può essere di natura e sostanza diversa. La forza di volontà e la tenacia sono diversi dalla forza della comprensione e della collaborazione, ecc. 

 

Il gruppo di norma è disomogeneo sia nella consapevolezza della forza che mette in atto per realizzare il fine e sia nella forza stessa che ogni individuo mette in capo per attuarla. Di solito non è consapevole del ruolo che gioca il senso di colpa di ogni singolo componente e di come sommato crei un limite inconsapevole dell’ambizione nel gruppo. In questa condizione variegata è molto facile ingarbugliare i “vettori” delle singole forze…aspettative disattese, interpretazioni divergenti, punti di vista diversi, velocità, tempi e modi di reazione diverse, ecc. Insomma invece di una armonia della forza applicata al fine, il gruppo come in un coro stonato, rilascia una sgradevole cacofonia. Inoltre a peggiorare le cose si aggiunge una dinamica caratteristica che rivela la presenza occulta del senso di colpa. Il senso di colpa, (io non posso),  quando si trova nella forma inconsapevole, ovvero c’è, ma la persona non sa nulla della sua presenza e della sua influenza, si proietta sull’altro trovando il modo di colpevolizzarlo di ciò che è, fa o ha.

 

ESPLORA LA TUA FORZA

 

Esplora la tua forza nella tua famiglia o nel tuo gruppo di appartenenza 

Dimmi un tuo fine

Dimmi che cosa vuoi ottenere, qual’è il risultato che desideri realizzare. 

Dimmi chi desidera che tu realizzi il tuo fine. 

Dimmi tutte le persone che secondo te sostengono il tuo fine . 

Se il fine è condiviso quali sono le tue intenzioni che non sono espressamente dichiarate ?

Il tuo fine è anche il suo fine?

Il tuo fine realizza le sue intenzioni?

Il tuo fine include il suo fine?

Quali risorse investi nel tuo fine? 

Quali risorse l’altro investe nel tuo fine? 

Quali risorse l’altro investe ne suo fine?

Quali risorse l’altro investe nel tuo fine?

In che modo le tue intenzioni realizzano il fine comune e condiviso?

In che modo le sue intenzioni realizzano il fine comune e condiviso? 

 

Esplora la forza dell’altro

Dimmi un suo fine

Dimmi che cosa vuole ottenere, qual’è il risultato che desidera realizzare. 

Dimmi chi desidera che lei/lui realizzi il suo fine. 

Dimmi tutte le persone che secondo te conoscono il suo fine. 

Se il suo fine è condiviso quali sono le sue  intenzioni?

Il suo fine è anche il tuo fine?

Il suo fine realizza le tue intenzioni?

 

Esplora la tua debolezza.

Riprendi il tuo fine 

Presentami le tue, pulsioni, fantasie, paure e tentazioni che divergono o minacciano il tuo fine.

Presentami tutto quello che ti potrebbe accadere e tutti gli imprevisti  che ti faranno certamente  fallire.

Presentami tutto quello che non accadrà e ti faranno fallire.

Presentami tutto quello che non sai sul tuo fine e per questo fallirai nel realizzarlo.

Presentami tre ingiustizie che ti potrebbero accadere e farti fallire. 

Presentami quanto sei sfortunato.

Presentami quanto gli altri sono gelosi – invidiosi e per questo non potrai raggiungere il tuo risultato. 

Presentami tutto ciò che perderai se realizzi il tuo fine.   

Presentami quanto dovrai soffrire per ottenere il fine.

Elenca tutte le ragioni perché non puoi realizzare il tuo fine.

Elenca tutte le ragioni perché tu non devi realizzare il tuo fine. 

Elenca tutte le ragioni perché l’altro non può realizzare il suo fine.

Elenca tutte le ragioni perché l’altro non deve realizzare il suo fine. 

Presenta perché è giusto che non realizzi il suo fine.

 

Esplora la debolezza dell’altro.

Riprendi il suo fine 

Presentami le sue pulsioni, fantasie, paure e tentazioni che secondo te divergono o minacciano il suo fine.

Presentami tutto quello che gli potrebbe accadere e tutti gli imprevisti  che lo faranno certamente  fallire.

Presentami tutto quello che secondo te non sarà capace di far accadere e per questo è destinato a fallire.

Presentami tutto quello che non sa sul suo fine e per questo fallirà nel realizzarlo.

Presentami tre ingiustizie che lo potrebbero colpire e farlo fallire. 

Presentami quanto è sfortunato.

Presentami quanto gli altri sono gelosi – invidiosi e per questo lo saboteranno fino a farlo fallire. 

Presentami tutto ciò che perderà se realizza il tuo fine.   

Presentami quanto dovrà soffrire per ottenere il fine.

Elenca tutte le ragioni perché non può realizzare il suo fine.

Elenca tutte le ragioni perché non deve realizzare il suo fine. 

Presenta perché è giusto che non realizzi il suo fine. 

 

Copyright Centro Studi Podresca autore Silvano Brunelli. 

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