L’intensivo è strumento d’indagine scientifico

Tra stimolo e risposta c’è un intervallo.
Nell’intervallo c’è il potere di scegliere la risposta.
Nella risposta si collocano la crescita e la libertà.
-Victor Frankl-

L’intensivo è strumento d’indagine basato sul metodo scientifico. Non si fonda su sistemi di credenze, di superstizioni, di pregiudizi. Non ci sono mistificazioni, non ci sono aggiunte da fuori. Tutto è originato dall’individuo, che diviene consapevole della sua natura essenziale, che ottiene una conoscenza autoevidente.

La conoscenza, ottenuta con il metodo scientifico, è affidabile, è verificabile. Applicando lo stesso procedimento, si ottiene lo stesso risultato. La conoscenza dà consapevolezza, dà comprensione di verità attraverso l’esperienza, l’apprendimento, l’introspezione. La conoscenza è avere informazioni connesse tra loro. Prese singolarmente, le informazioni hanno valore e utilità inferiori alla loro somma. La somma determina la comprensione.

 

La conoscenza scientifica è verificabile. La verifica è fondamentale per accettare, per validare un’ipotesi, una teoria, un enunciato, una proposizione. La verifica è caposaldo del metodo scientifico; la verifica conferma la verità, la verifica esclude ciò che non è vero.

La realtà può essere oggettiva, soggettiva, soggettivamente assoluta. Queste forme della realtà possono essere indagate, verificate scientificamente. Realtà oggettiva e realtà soggettiva sono fisiche, relative, transitorie.

La realtà soggettivamente assoluta, la realtà prodotta dalle Esperienze Dirette è non fisica. La mente tenta di darle un’interpretazione, ma la realtà soggettivamente assoluta non è definibile, qualificabile. Priva di processi, priva di forma e di significato, senza tempo, senza spazio, non fisica, senza inizio e senza fine, l’esperienza diretta agisce sull’impianto della mente, ne riconsidera, ne ridefinisce la realtà a partire dall’identità: “Chi sono io veramente? Chi sono gli altri veramente? Che cosa è la vita veramente? Che cosa sono io? Se non sono il corpo fisico, se non sono definito-limitato, se non ho inizio, se non ho fine, chi e che cosa sono realmente?”
Nessuna risposta della mente è la risposta. L’esperienza non ha origine nella mente, l’esperienza ha origine nella dimensione dell’essere consapevole, l’esperienza è reale, più reale della risposta che la mente può dare.
Con la sua natura inqualificabile l’esperienza diretta provoca un cortocircuito nella mente, cortocircuito con effetto sulla dimensione personale di chi la sperimenta. Un senso di appagamento totalizzante si diffonde nell’universo percepito, una fragranza che impregna l’esperienza di completezza, di “tutto è perfetto così come è”. Non è felicità, lo stato è privo di componenti emozionali. È un appagamento esistenziale, è soggettivamente assoluto.
Con l’esperienza diretta si acquisisce un’abilità inedita, la capacità di cogliere e di abitare i paradossi. La mente è polarizzata, la mente ordina l’universo in qui e lì, adesso e sempre, io e altro (io sono io, l’altro non sono io), tutto e niente, bene e male, giusto e sbagliato, ho ragione, non hai ragione, mi conviene, non mi conviene, amico e nemico, come dico io e come dici tu, io voglio e io non voglio. La mente crea un’immagine dell’universo, lo abita, lo chiama casa.

L’Esperienza Diretta fa collassare la creazione dalla mente. Il processo cognitivo dell’individualità consapevole è diverso dal processo cognitivo della mente. La mente e l’individualità consapevole sono strumenti di misura diversi. Misurare in litri, in metri, in lumen registra aspetti diversi della realtà. L’individualità consapevole con il suo processo cognitivo diretto, privo di processi sensoriali e mentali, supera la dicotomia della mente. Convivere con gli opposti è importante per l’evoluzione della consapevolezza.
Il primo effetto è un senso inedito di libertà, una libertà soggettivamente assoluta. Ecco un altro paradosso. La libertà è qualità intrinseca dello stato privo di qualità. È una libertà quasi insostenibile per la mente e per la personalità, che esistono perché sono definite. “Se sono tutto e sono niente, chi sono? Se sono io e non sono io, chi sono? Se sono qui e sono dovunque, dove sono? Se sono ora e sono sempre, quando sono?
Non c’è risposta, c’è lo stato di essere, che è la risposta. La libertà può essere tutto, restando niente. La libertà è uno stato, una percezione soggettivamente assoluta, è anche liberazione, liberazione dal limite di ciò che sento, penso e credo di essere, liberazione da ciò che gli altri hanno sentito, pensato e creduto di me.
Il termine esperienza, ἐμπειρία (empeirìa), ha più significati. Nella conoscenza è l’istante in cui avviene la sensazione, la percezione oggettiva o soggettiva della realtà. Nella dimensione mentale è la percezione intuitiva, immediata di un sentimento, un’emozione, un punto di vista, un atteggiamento, un’interpretazione. Nel metodo scientifico è il fondamento dell’osservazione, è distinta dalla teoria.

L’intensivo è una struttura precisa. Lo spazio e il tempo sono ordinati, l’attenzione sa che cosa fare e su che cosa dirigersi. La tecnica è contenuta entro una disciplina armoniosa; come il metronomo, oscilla dal partner attivo al partner che riceve e comprende i contenuti. La relazione si colloca nello schema della diade. I contenuti sono incanalati ed espressi in modalità non lesiva. Il contesto è definito eticamente.
L’intensivo sull’essere consapevole è esperimento scientifico, che può essere duplicato, che può dare i risultati previsti. Un team, altamente preparato, origina e guida un gruppo da 25 a 50 persone, è competente per creare il contesto finalizzato a un grande numero di ED per la maggior parte dei partecipanti. Gli Intensivi sull’essere consapevole detengono il primato del numero di ED, che si possono ottenere nel minor tempo. La percentuale di ED nell’intensivo di 3 giorni è altissima anche con la variabile dei gruppi. Negli intensivi di quattordici o ventuno giorni si va fuori scala. Si arriva a stabilizzare questo stato.
L’Intensivo sull’essere consapevole è lo strumento principale per il cambiamento epocale, per addentrarci nel nuovo millennio.

 

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