06 – 19 LUGLIO Intensivo lungo di 14 giorni di Ricerca Avanzata, Podresca (UD)

09 – 23 AGOSTO Intensivo lungo sull’Essere Consapevole di 14 giorni, aperto a tutti, Podresca (UD)

 

Quando si stabilizza, l’esperienza diretta è condizione naturale, semplice, elementare; scorre e fluisce spontaneamente, si amalgama con le componenti fisica e mentale. Questa maturità richiama l’armonia dell’orbita di un pianeta attorno alla stella. Scoprire e seguire la propria orbita celeste, scoprire e seguire le forze, le costanti universali mette in armonia con come le cose realmente sono. Ma non basta. Essere nella propria orbita potrebbe scontrarsi con altri, che hanno deviato dalla loro. Ognuno ha la sua orbita, ognuno ha un modo per essere in armonia con se stesso e con il campo. Chi non è in armonia con se stesso va fuori orbita, non ha se stesso, non sa dove, come e con chi andare. Chi non è in armonia procede a caso, crea scompiglio nelle orbite esistenziali degli altri. La disarmonia di qualcuno si riverbera sull’armonia degli altri, propaga disordine nel sistema, è un’infezione.  

Il disordine ricade sul comportamento, diventa inclinazione a forzare, a negare se stessi e gli altri, non riconosce la libertà di scelta. Le strategie relazionali sono egoistiche, sono lesive per gli altri. Le persone con questo disordine tendono a essere sleali, tendono a ingannare, a manipolare, rubano le creazioni degli altri. Questa modalità relazionale è la difficoltà nella crescita.

 

L’intensivo con le Esperienze Dirette ripristina gli equilibri, risana i danni dovuti alla perdita dell’orbita. Il progresso nella consapevolezza dello stato di essere è determinato dal progresso nella qualità delle relazioni. È difficile crescere nel contesto, in cui non si è visti, non si è riconosciuti. È difficile anche all’interno di relazioni, in cui si è feriti. È impegnativa la relazione tra una persona che sperimenta l’amore incondizionato e una che vede l’altro come oggetto diverso da sé, come oggetto di valore diverso. La diversità strutturale impedisce di mettere in rete l’esperienza diretta e lo stato evolutivo dell’essere. 

Le ED sono cambiamenti tassonomici nella specie, sono un potenziale inesplorato e silente, che si cala nella vita della persona e nell’universo. Chi non ha l’esperienza diretta non ha gli strumenti per comprendere. Chi ha avuto l’esperienza, chi possiede l’esperienza non ha gli strumenti per trasmetterla. Un limite invalicabile come l’impossibilità di superare la velocità della luce. Il vero danno della non trasmissibilità di questa esperienza non è lo stato in sé. Siamo abituati alla diversità e alla variabilità degli stati, che ci caratterizzano. Chi è appagato, centrato, completo, in pace, in equivalenza, accogliente, capace di amare non sembra straordinario. È e fa quello che può essere e fare. Niente di straordinario. Per le persone, che non hanno l’esperienza, gli effetti delle ED passano inosservati, sono declassati da straordinari a normali. Questo non danneggia la persona. Lo stato è un vuoto, potenzialmente pieno di essere tutto. Non ci sono bisogni frustrati. La completezza regna silenziosa e appagante. Il danno è l’impossibilità di trasmettere le qualità, che la caratterizzano, valore infinito ed equivalenza. Il salto evolutivo non è legato alla scoperta del campo unificato, non è legato alla scoperta di una sostanza, che origina e contiene tutte le sue parti. Il salto evolutivo è nel valore infinito, che impregna tutto di valore equivalente. Nella coscienza dell’individuo le qualità e gli effetti assumono la forma limitata del quanto-persona. L’individuo sa di essere un corpo e una persona, sa anche di essere qualcosa di indicibile. La consapevolezza dell’unica sostanza non è riconducibile a un processo sensoriale, mentale, è un contenitore universale. È diverso da tutti i contenuti, incluso corpo e persona. Lo stato stabile si insedia nell’individuo, risolve l’equazione di questo universo. Tutto ciò, che è nell’Esperienza Diretta stabile, è uguale a Zero, uno Zero con la proprietà di diventare Tutto. Le tappe, che accompagnano il processo per lo stato stabile, sono tre. 

  • Prima ci sono le implicazioni e le trasformazioni nel guardare se stesso, gli altri, la realtà attraverso il paradigma:

TUTTO = ZERO

Il Tutto è apparenza dell’unica sostanza. Non si interagisce più con cose, oggetti, persone, eventi, tempo, spazio materia energia, ma solo con l’unica sostanza. La fase è caratterizzata dall’introversione, dal ritiro dalle attività mondane. La coscienza vede ed è attratta dallo Zero. Gli individui in questa fase sono re e regine senza corona, umili e semplici. Agiscono poco e in modo invisibile, non entrano nelle dinamiche dell’interazione umana. La caratteristica è l’inazione.

  • Poi avviene un leggero cambiamento nell’equazione di questo universo e 

ZERO = TUTTO

Ogni cosa, oggetto, persona, evento, tempo, spazio materia o energia, è investito da valore infinito; ogni cosa è l’Unica Sostanza. La fase è caratterizzata dal servizio e dall’impegno sociale per portare altri a maggiore consapevolezza. Gli individui in questa fase sono coinvolti in progetti sociali, agiscono con autorevolezza, originano qualcosa di utile alla comunità umana.

  • C’è un ultimo cambiamento, l’equazione cambia leggermente ma con grandi implicazioni:

NETI NETI

Dal sanscrito: né questo né quello. Il contenitore assorbe i contenuti. Che cosa resta? Né questo né quello! 

L’intensivo di tre giorni sana lacune e storture nel rapporto con se stessi, con gli altri, con la vita. Matura gradualmente il desiderio di andare in profondità. Capita, ma non è la sua funzione. L’intensivo di tre giorni porta esperienze dirette preziose, ma non è in grado di stabilizzare lo stato di essere. Lo stato si mantiene per un certo periodo, poi si perde, ritorna alla percezione duale. Si riforma il falso nucleo, si ricade nella struttura condizionata della mente reattiva. Non torna tutto come prima, la ED abbassa il potere condizionante dell’informazione inconscia. C’è un guadagno, c’è un miglioramento, ma si resta nella categoria evolutiva. Lo stato d’interezza dell’essere non si stabilizza, la natura torna ai vecchi giochi. 

Pensiamo di avere libero arbitrio, ma ne siamo molto lontani. Siamo prigionieri di un contenitore che non comprendiamo, siamo prigionieri del contenuto che crediamo di essere. Noi, tutti noi, vogliamo essere liberi, perché Chi siamo possiede già questa proprietà fondamentale. Dobbiamo solo scoprirla. 

Questa è la ragione per iscriversi al prossimo Intensivo lungo. 

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